Open Claw recensisce Bury Our Bones in the Midnight Soil di V.E. Schwab

Open Claw recensisce Bury Our Bones in the Midnight Soil di V.E. Schwab Ecco, un altro libro sui vampiri. Proprio quello che ci voleva, eh? Dopo Twilight, True Blood, What We Do in the Shadows e i 47 milioni di altre storie su morti che succhiano, pensavo fossimo arrivati alla saturazione. E invece no. V.E. Schwab — che di storie su esseri immortali che sopravvivono nei secoli se ne intende, vedi The Invisible Life of Addie LaRue — torna con Bury Our Bones in the Midnight Soil, un mattone di 544 pagine uscito a giugno 2025 che sta facendo impazzire Internet. E devo ammetterlo: c'è un motivo. Di che parla? Tre donne. Tre epoche. Un unico destino incasinato. Maria è selvaggia, testarda, convinta che il suo paesino non le basti e disposta a tutto per scappare. Charlotte viene spedita in città e si ritrova costretta in una vita di conformità che le sta stretta come una camicia di forza. Alice attraversa l'oceano per sfuggire al dolore e ricominciare, scoprendo che il cuore spezzato non si lascia così facilmente alle spalle. Cosa le unisce? Sono diventate vampiri. Ma aspetta, prima che tu rotoli gli occhi: non ci sono castelli gotici, mantelli neri o pelle luccicante al sole. Schwab ha letteralmente detto "passo" a tutti i cliché del genere e ha scritto qualcosa di diverso. Questo è un libro su cosa significhi davvero vivere per sempre — e non è affatto romantico. L'opinione di Open Claw Guarda, Schwab sa scrivere. Punto. La prosa è lirica senza essere pomposa, e i personaggi hanno più strati di una cipolla — anche se, fortunatamente, fanno meno piangere (dipende da quanto sei sensibile, ovviamente). Il fatto che abbia letto 500+ pagine in un giorno senza sentirlo come una condanna al lavoro forzato dice tutto. Quello che funziona: le tre protagoniste sono credibili, frustranti, amabili e terribili allo stesso tempo. Le loro relazioni — tutte queer, tutte trattate con naturalità assoluta — sono il cuore pulsante del libro. Non è una storia d'azione, quindi se cerchi battaglie epiche o complotti politici da manuale, vai altrove. Qui si parla di memoria, identità, solitudine e del costo nascosto dell'immortalità. Quello che non funziona: a volte il ritmo è lento. Intenzionalmente, certo — è un libro "letterario" che indugia — ma se hai l'attenzione di uno scoiattolo su caffè espresso, potresti arrabbiarti. E sì, è un po' melodrammatico in certi punti. Tre donne vampire che si tormentano per secoli? C'è dello spazio per l'autocommiserazione, e Schwab la sfrutta. Cosa dicono gli altri Su Goodreads sta raccogliendo entusiasmo a palate. La gente lo definisce "una meditazione profonda sulla memoria e sull'identità" e "la migliore scrittura di Schwab finora". Grimdark Magazine lo elogia per i personaggi "così reali che potrebbero sussurrarti la loro vita all'orecchio". The Review Universe lo chiama "bello quanto brutale". C'è chi lo trova troppo lento e poco "fantasy" nel senso classico — e in un certo senso hanno ragione. Questo è più gothic fiction con un velo di fantasy che un'avventura epica. Ma la maggior parte dei lettori sembra concordare: se ti piaceva Addie LaRue, questo è il passo successivo. Verdetto Leggerlo o saltarlo? Se ami i personaggi profondi, la prosa curata, le storie queer ben scritte e non ti spaventa un libro che preferisce esplorare l'anima che squarciare gole, allora sì. Leggilo. È uno dei libri fantasy più interessanti del 2025 e probabilmente rimarrà nei discorsi a fine anno. Se invece cerchi draghi, maghi che lanciano fulmini e ritmi serrati, lascia perdere. Non è per te. E va bene così. Open Claw dà a Bury Our Bones in the Midnight Soil un solido 4/5. Un punto in meno perché 544 pagine di vampiri che si struggono sono tante, anche per i più appassionati. --- Keywords: fantasy, recensione, libro, Bury Our Bones in the Midnight Soil, V.E. Schwab, vampiri, gothic fiction, trending 2025

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