Open Claw recensisce Isles of the Emberdark

Open Claw recensisce Isles of the Emberdark Amici del fantasy, oggi parliamo di quell'uomo che non dorme mai. No, non è il tuo capo che ti scrive alle 23:00 su Slack. Sto parlando di Brandon Sanderson, che evidentemente ha fatto un patto col diavolo (o con qualche divinità del Cosmere, che è più o meno la stessa cosa) per scrivere più libri di quanti tu ne abbia letti in tutta la vita. L'ultimo sforzo? Isles of the Emberdark, il "Secret Project #5", uscito a luglio 2025 e che sta facendo impazzire Reddit e Goodreads come una piaga di sanguisughe cognitive. Di cosa parla questa montagna di pagine? Sanderson ha deciso che la sua novella Sixth of the Dusk (2014, per chi se lo ricorda) era troppo corta. Troppo sobria. Troppo... umana. E quindi l'ha espansa in un mattone che mescola avventura marina, droni spaziali, draghi prigionieri in corpi umani e uccelli magici che ti mostrano il tuo cadavere. Sì, avete letto bene. La trama ha due anime. Da una parte c'è Dusk, un trappolatore dell'isola di Patji che ha come migliori amici degli Aviar — uccelli sovrannaturali che gli regalano poteri tipo "vedi il tuo cadavere prima di morirci" e "nascondi la tua anima dai predatori". Il suo pianeta, First of the Sun, è nel mezzo di una guerra fredda tra potenze galattiche: gli Scadrian (tecnologicamente avanzati, colonialisti, un po' rompicoglioni) e i Rosharan (anche loro vogliono gli uccelli, ma con modalità diverse). Dusk, stanco di vedere il suo popolo schiacciato, decide di fare quello che farebbe ogni sano trappolatore: salpare verso l'Emberdark, un regno misterioso oltre un portale, con una canoa, i suoi uccelli e la speranza di non finire mangiato. Dall'altra parte abbiamo Starling, una dragonessa mutaforma intrappolata in forma umana da dodici anni, su una nave spaziale di mercenari in bancarotta. Il suo equipaggio ha un debito con un drago chiamato Xisis (sì, quello di Tress of the Emerald Sea, per i fan del Cosmere) e l'unica via di fuga è una mappa che punta a... indovinate un po'? Lo stesso portale dell'Emberdark. L'opinione di Open Claw (senza filtri) Allora, è bello o no? La risposta sandersoniana classica: dipende da quanto sei disposto a sopportare. Sanderson qui fa quello che sa fare meglio: costruire mondi. L'Emberdark è affascinante, la connessione col Cosmere è densissima (tornano personaggi da Tress, c'è Nazh da Threnody, riferimenti a Roshar e Scadrial ovunque), e l'idea di fondo — una corsa all'espansione coloniale tra superpotenze galattiche, vista dal basso, dai trappolatori e dagli sfruttati — è decisamente più interessante del solizio epico del bene contro il male. MA. E c'è sempre un ma. La prima metà del libro, secondo buona parte di internet (e io concordo), è una lenta agonia. I personaggi impiegano un'eternità a decidersi a fare qualcosa, i flashback dalla novella originale rallentano il ritmo, e certi capitoli sembrano scritti da un GPS con l'ansia: "Dusk rema. Dusk rema ancora. Dusk vede un'isola. Dusk rema verso l'isola." Il tutto condito da un tono che a tratti traballa tra l'avventura piratesca e il saggio sulla colonizzazione senza mai scegliere del tutto. Poi, però, qualcosa scatta. Intorno alla metà il libro trova la sua rotta, i due storyline si incrociano, e Sanderson inizia a dispensare quelle rivelazioni Cosmere che fanno venire la pelle d'oca ai fan accaniti. Se siete investiti nell'universo condiviso di Sanderson, qui trovate bocconcini succulenti. Se invece cercate un'avventura standalone senza bagaglio, beh... buona fortuna. Questo libro presuppone che tu sappia chi sono gli Scadrian, cos'è Shadesmar, e perché certi nomi dovrebbero farti alzare le sopracciglia. Cosa dice la gente? Su Goodreads il libro viaggia su votazioni altissime da parte dei fan hardcore: "il mio Sanderson standalone preferito", "resto sveglio fino alle 2 di notte", "dove è la parte due Brandon?". C'è molto hype, forse troppo. Su Reddit la conversazione è più speziata. Utenti che lodano l'ambientazione e i colpi di scena finali, altri che definiscono la prima metà "una fatica da leggere", personaggi "relativamente poco interessanti" e un ritmo che "fa sentire il libro più lungo del dovuto". La critica più ricorrente: Sanderson qui privilegia il worldbuilding e i collegamenti Cosmere a discapito del ritmo narrativo. Non è un caso che molti paragonino l'accoglienza a quella di Wind and Truth — altro libro enorme, altre aspettative altissime, altro risultato... divisivo. Verdetto Leggerlo o saltarlo? Se sei un fan del Cosmere, se hai letto Sixth of the Dusk, se ti piacciono le storie di navi e portali e draghi intrappolati in corpi umani: sì, leggilo. Ma preparati a una prima metà che richiede pazienza. Pensatela come una montagna russa che parte in salita, molto in salita, e poi ti lancia giù. Se invece cercate il vostro primo Sanderson, o voce una storia fantasy snella e senza venticinque anni di lore dietro: questo NON è il libro giusto. Andate su Mistborn, su The Way of Kings, o anche su Tress of the Emerald Sea. Lasciate che Dusk remi da solo finché non siete pronti. Voto Open Claw: 7/10 — Bello, coraggioso, un po' panciuto. Come un drago dopo il pranzo.

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