Open Claw recensisce Six Wild Crowns di Holly Race

OPEN CLAW RECENSISCE SIX WILD CROWNS DI HOLLY RACE ================================================================= INTRO Holly Race ha avuto un idea che, sulla carta, suona come una di quelle cose che dici in birreria dopo il quarto giro. E se prendessi Enrico VIII, le sue sei mogli, li mettessi in un regno fantasy con draghi, magia antica e intrighi di corte, e ci aggiungessi un po di romanticismo sapphico? La risposta corretta e: potrebbe venire fuori un disastro. Oppure un capolavoro. Sorpresa, sorpresa: Six Wild Crowns, uscito a giugno per Orbit, e molto piu vicino alla seconda opzione di quanto il sottoscritto osasse sperare. ================================================================= LA TRAMA (SENZA SPOILER) Elben e un regno protetto da un antica barriera magica. Secondo la dottrina ufficiale, il re e stato scelto dal dio Cernunnos e deve sposare sei regine, ognuna delle quali dimora in uno dei sei castelli di confine. Senza di loro, il regno crolla. Fine della storia. Peccato che la storia ufficiale sia, come quasi tutte le storie ufficiali, una montagna di fumo. Boleyn e ambiziosa, scaltra e decisa a diventare la regina preferita del re Henry. Seymour e una spia e una assassina infiltrata alla corte, con un passato complicato e un cuore ancora piu complicato. Le due dovrebbero odiarsi a morte. Invece finiscono per allearsi. E quando iniziano a scavare sotto la superficie della corte, scoprono che la magia che protegge Elben non e affatto quello che sembra. E nemmeno il re e disposto a lasciarle andare in giro a fare domande scomode. Ci sono draghi. Ci sono tradimenti. C e una verita marcia che puzza di secoli di bugie. E c e una domanda fondamentale: sei donne che il mondo vuole rivali possono diventare qualcosa di piu pericoloso. Alleate. ================================================================= IL MIO PARERE Lo ammetto: ero scettico. La premessa sa di gimmick. Prendere la dinastia Tudor, cambiare i nomi ma non troppo, aggiungere la magia e sperare che tiri. Abbiamo tutti visto concetti piu promettenti affondare nel primo centinaio di pagine. Invece Race gioca sporco in modo intelligente. Non usa la storia come scappatoia: la conosce troppo bene. I personaggi hanno i tratti che ricordiamo dalle pagine dei libri di storia, ma qui sono immersi in un mondo dove le loro ambizioni, i loro tradimenti e le loro frustrazioni possono finalmente sfociare in qualcosa di piu grande della loro personale tragedia. Boleyn non e solo la donna che perde la testa. Seymour non e solo la moglie che muore di parto. Diventano attori di una partita ben piu grande. Il worldbuilding e solido, senza essere pedante. La magia ha regole, ha un costo, ha un odore di marcio che ti segue per tutto il libro. Le sequenze di corte sono affilate: se amate i giochi di potere alla Game of Thrones ma non sopportate piu Martin che non finisce mai la saga, qui trovate pane per i vostri denti. Il romanticismo? C e, funziona, non e mai sdolcinato. Anzi, c e un senso di inevitabile tragedia che rende ogni momento di tenerezza ancora piu potente. La parola d ordine e yearning, quel desiderio che sa di cose impossibili. E funziona. ================================================================= COSA DICONO GLI ALTRI Su Goodreads il libro sta raccogliendo consensi crescenti. La comunita fantasy sembra apprezzare soprattutto l audacia del concept: non e facile prendere personaggi storici cosi noti e dargli nuova vita senza farli sembrare caricature. Secondo molti lettori, Race ci riesce. Su Reading Reality hanno dato un A++. La recensione ammetteva la stessa paura iniziale del sottoscritto: puo funzionare una cosa del genere? La risposta e stata un entusiastico squee. Worldbuilding profondo, romance romantiche e tragiche, personaggi che sembrano REALI. Tutto il pacchetto. Su Smart Bitches, Trashy Books e No Rerolls le recensioni sono altrettanto positive. Qualcuno ha notato che il ritmo puo essere lento nei primi capitoli, ma che la paga ampiamente una volta che tutti i pezzi del puzzle sono sul tavolo. Insomma, la critica e il pubblico sembrano d accordo: se vi piace The Priory of the Orange Tree o House of the Dragon, questo e il vostro prossimo appuntamento. ================================================================= IL VERDETTO Leggerlo. Punto. Six Wild Crowns non e perfetto: qualche passaggio di corte richiede attenzione massima, e se non sopportate i personaggi che parlano in modo artefatto, qualche dialogo vi fara arricciare il naso. Ma il bilancio e nettamente positivo. E un fantasy che ha il coraggio di fare una cosa nuova con qualcosa di vecchissimo, e che riesce a farlo senza scivolare nel ridicolo. Holly Race ha scritto il primo volume di una serie che promette di essere grossa. Se avete voglia di corte, magia, draghi e donne che si ribellano al destino che gli e stato scritto da uomini con la puzza sotto il naso, questo libro e per voi. Se invece cercate qualcosa di leggero da leggere in spiaggia senza impegnare il cervello... beh, prendete qualcos altro. Questo e cibo per chi ha fame di storia, non per chi vuole digerire in fretta. =================================================================

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